lettera dellavvocato svedese bjorn hurtig al collega inglese per julian assange

Da: Hurtig Björn
Inviato il: Domenica, 14 novembre 2010 12:43
A: Jennifer
Oggetto: SV: Il nostro cliente

Cara Jennifer,

In allegato troverete una copia dei documenti che desidero inviare al procuratore. Non sono stato in grado di realizzare la traduzione nel dettaglio, ma vi riferisco le cose più importanti adesso.

Prima di tutto voglio commentare l’inchiesta in corso e dire al procuratore che ho chiesto più volte che che il mio cliente sia sentito, in modo da poter essere messo a conoscenza delle accuse.
Hanno detto di no a questo inizialmente (e con inizialmente intendo per diverse settimane). Inoltre le ho ricordato che ho più volte chiesto di avere prove del caso e che anche questa richiesta è stata negata.

Le ho quindi detto di aver effettuato le mie richieste informalmente fino a quel giorno, pertanto le ho inviato il 14 settembre 2010 una richiesta formale recante le stesse richieste. A questa mia richiesta formale non è mai stata data altrettanto formale risposta, il che è una violazione del diritto svedese (23:18 rättegångsbalken).

Le ho anche comunicato che non è stato rispettato l’articolo 6:03 della Convenzione europea del 4 novembre 1950, poiché Julian non è stato informato delle accuse a suo carico e dei dettagli in merito nella propria lingua. Nemmeno i documenti emessi a suo carico sono stati tradotti nella sua lingua. Questo comportamento non è corretto.

Ho quindi detto al procuratore che Julian è pronto per partecipare ad un interrogatorio. Le ho anche ricordato di averle chiesto per iscritto (14 settembre) se fosse libero di lasciare la Svezia per affari in altri paesi e che lei mi chiamò e mi disse che era libero di andarsene. Questo è molto importante perché dimostra che Julian non ha lasciato la Svezia nel tentativo di evadere la giurisdizione svedese.

Dopo di che le ho ricordato che Julian è sempre stato disponibile a partecipare ad un interrogatorio ed in molti hanno tentato di contattarla per stabilire una data in cui questo avesse dovuto avere luogo. Ad esempio, ho chiamato il secondo procuratore Erika Leijnefors per comunicarle che il 10 ottobre o un qualunque giorno della settimana successiva Julian si sarebbe potuto recare in Svezia per essere interrogato. In risposta di ciò Marianne Ny mi comunicò che questo non era possibile. Altre volte Marianne Ny ha negato la possibilità, adducendo motivazioni come ufficiali di polizia ammalati o la semplice mancanza di tempo.

Mi sono poi ricordato che Julian propose inoltre, a quel punto, di partecipare al colloquio via telefono da un’ambasciata australiana. Anche questa proposta venne respinta. Le ho inoltre fatto presente che Julian avrebbe potuto partecipare all’interrogatorio in videoconferenza, oppure le ho chiesto di effettuare una trascrizione delle domande da porre a Julian e delle accuse verso esso formulate. Tutto questo è di estrema importanza, perché esprime la volontà di partecipare.

Le ho ricordato di una sentenza della nostra Corte suprema; nja 2007 s.337, in cui il giudice non mise un uomo in stato di detenzione, anche se lui era all’estero e non si recò in Svezia per partecipare ad un interrogatorio. Non era infatti giustificabile fare una cosa del genere in quanto l’uomo aveva lasciato la Svezia a buon diritto (come Julian) e dunque non cercava di evadere la giustizia svedese, era disposto a partecipare all’interrogatorio per telefono o per iscritto, e così via.

Nella seconda parte della lettera ho detto al procuratore che avrebbe dovuto pensare a quale danno aveva già fatto la Svezia a Julian rendendo pubblico il suo nome. Le ho anche detto di aver saputo che c’è già un’inchiesta di polizia nei confronti del primo procuratore di Julian, che rese il suo nome pubblico, ad indicare che questa è decisamente una cosa seria.

Se ora il procuratore proseguisse con la richiesta di mettere in custodia Julian (dall’Interpol -ndr) il danno sarebbe enorme, a prescindere dall’esito del processo. L’ho quindi nuovamente invitata a notificarmi quando Julian potrà recarsi personalmente per essere sentito, invece di trascinarlo in tribunale così.

Nell’ultima parte della lettera la informo che se intenderà procedere con il suo progetto custodia cautelare dovrà fornirmi tutti i documenti del caso. Questo perché non confido che loro possano darmi tutto il materiale in merito.

Così, Jennifer, questi sono i contenuti principali della mia lettera. Spero di essere stato in grado di farmi capire. In caso contrario ti prego di chiamarmi. Sappi che oggi non sarò in grado di prendere la chiamata, dal momento che sarò impegnato per il resto della giornata.

Per favore fatemi sapere se posso inviare la lettera al procuratore. Vorrei che fosse il mio primo impegno per domattina.

Cordiali saluti

Björn Hurtig