le dieci regole d’oro per investire in sicurezza

Tutto quello che c’è da sapere

In seguito agli sviluppi del mercato borsistico avvenuti negli ultimi anni, e in gran parte condizionati dalla crisi economica che ha colpito in toto tutto il mercato finanziario globale, il mercato dell’oro ha avuto un incredibile incremento risultando il sistema di investimento più sicuro e stabile che possa essere effettuato al giorno d’oggi.

La valutazione dell’oro infatti, al contrario di quello che può accadere con altri tipi di investimenti, non è dipendente dalle diverse oscillazioni a cui sono quotidianamente soggette le varie emittenti finanziarie che molto spesso lavorano sul filo del rasoio con lo spettro del fallimento sempre pronto a colpirle dietro l’angolo.

Proprio per questo motivo negli ultimi anni l’oro si è trasformato in una sorta di rifugio naturale per tutti quegli investitori che sono alla ricerca di un investimento in attivo sicuro al cento per cento. Anche per i comuni utenti, ossia coloro che solitamente sono avvezzi al mondo e al linguaggio finanziario, la valutazione oro diventa di fondamentale importanza, soprattutto per quanto concerne il ramo della valutazione dell’oro usato.

Ecco le 10 regole fondamentali da seguire

  • 1) La parola d’ordine è ‘trasparenza’, che insieme alla comunione d’intenti è alla base del rapporto con chi dovrà decidere con voi come investire i risparmi di una vita. “Per gettare le basi – spiega infatti Gianfranco Ursino dalle pagine dell’inserto ‘Scegliere la banca e il consulente’ – il primo presupposto è la chiarezza da entrambe le parti: solo un rapporto schietto e trasparente può essere di base alla fiducia reciproca e durare a lungo nel tempo”.
  •  2) Non siamo solo quello che possediamo. Per questo, se al termine del colloquio preliminare con il consulente vi accorgerete che l’interesse è stato principalmente rivolto all’entità del vostro patrimonio e non alle vostre esigenze, sarà bene prendere le distanze da chi è portato a vedervi “solo come un numero”.
  • 3) Come capire qual è il consulente ideale? Un serio professionista, spiega ancora il Sole 24Ore, “definisce una strategia d’investimento in base al profilo di rischio e costruisce un portafoglio di investimenti finalizzato a realizzare obiettivi condivisi di comune accordo”.
  • 4) Mai subire pressioni nelle scelte. Un buon consulente propone sempre un’alternativa di investimento e non detta mai tempi e scadenze troppo ravvicinati per compiere una scelta decisiva. Sentirsi spinti all’acquisto di un certo prodotto con troppa fretta è sempre un campanello d’allarme.
  • 5) Conoscere il consulente in base al curriculum è buona norma. Formazione ed esperienze professionali di quest’ultimo non sono semplici dettagli, ma informazioni utili per capire chi si ha davanti. “Un buon consulente – afferma inoltre Ursino – deve render noti tutti gli elementi spontaneamente, senza aver bisogno di essere incalzato continuamente”.
  • 6) Fare domande su tutto. Capire cosa si sottoscrive è fondamentale, e le spiegazioni devono essere chiare e comprensibili per chi investe onde evitare trappole. Per questo è meglio evitare prodotti troppo complicati e affidarsi a chi non sa spiegare come funziona un investimento. “Se non capite le spiegazioni – raccomanda Ursino – dovete fare domande. Non abbiate paura di fare la figura degli ignoranti. I soldi sono i vostri!”.
  • 7) Non credere ai miracoli: chi vi illude decantando rendimenti molto alti e non in linea con quelli di mercato, probabilmente non vi sta illustrando anche gli elevati rischi cui andate incontro. Usate particolare cautela con chi avanza questo tipo di proposte, a volte infatti si potrebbe addirittura trattare di tentativi di truffe e raggiri.
  • 8) Frequenti compravendite di titoli fanno esplodere le commissioni intascate dall’intermediaro e riducono “le performance complessive realizzate dal portafoglio degli investimenti. Il tutto a svantaggio del cliente. Cioè voi”. Siate cauti, quindi, se vi vengono proposte frequenti movimentazioni di denaro.
  • 9) Le commissioni del consulente finanziario sono correlate al rischio degli investimenti: costi elevati non possono quindi essere giustificati per un profilo di rischio prudente. “Inoltre – spiga il Sole – tra oneri di consulenza e commissioni di gestione, fate attenzione alle duplicazioni delle voci di costo. La direttiva europea Mifid ha come obiettivo quello di spacchettare (e ridurre) i costi, non di moltiplicarli”.
  • 10) Conquistata la fiducia del cliente, è bene che il consulente che abbia ricevuto ampia delega sulle operazioni finanziare da intraprendere cerchi comunque di coinvolgere l’investitore in ogni decisione. “Nel rispetto della tipologia del cliente che ha di fronte – conclude Ursino -, il consulente deve spiegargli cosa accade e verificare se i suggerimenti dati siano stati realmente compresi dall’assistito”.

 

su che parametri si basa la valutazione dell’oro?

La valutazione effettuata sui prodotti d’oro presenti in commercio, si basa su dei parametri calcolati sul valore dell’oro non puro. Infatti l’oro presente nei gioelli per essere lavorato ha bisogno di essere combinato con altre leghe e metalli (come ad esempio l’argento, il platino , e via dicendo). La purezza dell’oro viene espressa canonicamente in Carati. La forma piu’ pura dell’oro è fissata a 24 carati, il valore che di norma invece viene utilizzato per i prodotti d’oro presenti sul mercato si stabilizza intorno ai 18 carati.

Ovviamente dunque la valutazione di un oggetto in oro tiene conto della purezza dell’oro presente all’interno di quest’ultimo e del valore dell’altro metallo a cui esso è combinato (sia quest’ultimo argento, platino e cosi via).
Essendo il mercato dell’oro sempre in constante mutamento ed aggiornamento, di norma la valutazione che viene effettuata al nostro oro usato viene considerata valida solo e soltanto per tutta la durata della giornata corrente.